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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 6 ottobre 2017

La qualità dell’aria in Calabria è discreta


ARPACAL  trasmette i rapporti di analisi 2015 e 2016 all’Osservatorio della Mobilità.

     La qualità dell’aria che si respira oggi nel territorio della Calabria è discreta, quasi buona ovunque. Lo certifica con un’espressione tecnica l’ARPACAL, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria: “Nel complesso, tra il  2015 e il 2016, non si riscontrano casi di evidente criticità”. E’ una certificazione che arriva a conclusione di complesse rilevazioni ottenute dall’ARPACAL con l’attivazione definitiva della Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria composta da propri laboratori fissi e mobili installati in diversi Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, e laboratori appartenenti ad altri enti pubblici locali e enti privati.
La rilevazione dei diversi fenomeni che determinano il degrado della qualità dell’aria - giornaliera nel 2016, con una campionatura sperimentale in alcuni mesi del 2015 – è stata perciò elaborata secondo una serie di parametri scientifici e analizzata dai tecnici dell’ARPACAL, e adesso è divenuta pubblica. L’analisi è contenuta in due relazioni specialistiche rispettivamente per il 2015 e il 2016, che sono state trasmesse nei giorni scorsi all’Osservatorio della Mobilità della Regione Calabria, attivo presso il dipartimento “Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilità”. 
E’ la prima volta che in Calabria è condotto un monitoraggio accurato e scientifico dei parametri d’inquinamento atmosferico, frutto di una convenzione tra l’ARPACAl e la Regione in attuazione dell’articolo 11 della Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 35, “Norme per i servizi di trasporto pubblico locale, sottoscritta nel dicembre 2016, che mira in prospettiva a “ meglio individuare le più efficaci strategie di mitigazione e risanamento” dell’ambiente in Calabria.
E’ d’interesse sapere che nelle valutazioni hanno trovato spazio l’incidenza delle forme d’inquinamento provocate dal traffico veicolare - autoveicoli, mezzi pesanti, e mezzi di trasporto pubblico e privato -, dal riscaldamento domestico, dalle produzioni industriali e agricole, eccetera. Quindi, una stazione di misura della rete di monitoraggio è stata progettata per la possibile verifica di front-end delle intrusioni di polveri del Sahara e delle eruzioni dell’Etna molto impattanti sul particolato atmosferico fine. Inoltre, a integrare l’analisi dei dati raccolti attraverso le stazioni, vi è pure l’uso di un sistema di modelli di valutazione configurato per il funzionamento in modalità operativa giornaliera su un server di calcolo ad alte prestazioni ospitate presso il CED di Catanzaro Lido dell’ARPACAL, in modo da fornire previsioni dei principali inquinanti d’interesse su tutto il territorio.
In base alla convenzione l’ente per la protezione dell’ambiente, redige annualmente un rapporto in base ad un uso avanzato dei dati acquisiti mediante la Rete Regionale per la Qualità dell’Aria (RRQA), unitamente ad elaborazioni sul Sistema Modellistico Previsionale Regionale Giornaliero ARIA Regional, che integra le informazioni della RRQA per la rimanente porzione del territorio non direttamente coperta da stazioni fisse di monitoraggio.
Il complesso lavoro è stato condotto con assunzione unilaterale di responsabilità dal collaboratore sanitario esperto Emilio Centorrino e dal collaboratore tecnico professionale esperto dottor Pasquale Crea, già referenti responsabili delle procedure di reporting europeo per la qualità dell’aria verso la Regione Calabria. Il lavoro è stato validato dal Direttore Scientifico dottor Francesco Nicolace, dal Direttore Area Coordinamento Strutture Tecniche e Laboratoristiche Dottoressa Rosaria Chiappetta e dal Dirigente Tecnico e Responsabile del Protocollo Operativo per ARPACAL ingegner Domenico Vottari, già Responsabile per il Progetto Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria.
La Dirigente responsabile dell’Osservatorio della Mobilità, che ha curato l’esecuzione del protocollo con l’Agenzia per il Dipartimento Trasporti della Regione Calabria, avvocato Valeria Scopelliti, ha acquisito le due relazioni scientifiche. Esse adesso saranno parte preponderante della “relazione sullo stato del trasporto pubblico locale” che annualmente, l’Osservatorio della Mobilità ha il compito di stilare al fine di orientare gli uffici della Regione ad attuare gli interventi conseguenti, tra cui una miglior organizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale, attraverso, ad esempio, un efficace ricambio del parco autobus affinché si possa ridurre del 15 per cento le emissioni di ossido di azoto, obiettivo contenuto nella programmazione regionale 2018.
Entrambe le relazioni concludono pertanto, che nel corso dell’anno 2015, e del 2016, “i valori degli inquinanti d’interesse ambientale non hanno superato sostanzialmente, per l’intero territorio regionale, i limiti indicati dal D.Lgs. 155/2010 e smi. Sporadici casi riscontrati di superamenti di alcuni inquinanti rientrano tra quelli previsti dal D.Lgs. 155/2010 e smi senza pertanto compromettere la positiva valutazione della qualità dell’aria ai sensi della normativa nazionale e comunitaria.
È possibile, quindi, affermare che, dall’analisi dei dati prodotti dalla rete di monitoraggio regionale della qualità dell’aria, nel complesso non si riscontrano casi di evidente criticità”.

mercoledì 4 ottobre 2017

Lettera del Giornalista Filippo Praticò a Paolo Pollichieni:«Vi spiego tutte le anomalie del caso Mesoraca»

   
                                                                                        Giornalista Filippo Praticò
                                                
                                     I complotti alla Regione Calabria
     Caro direttore Paolo Pollichieni, ho letto con straordinario piacere i tuoi recenti editoriali sull’ufficio stampa della giunta regionale della Calabria, e ti esprimo ammirazione per l’incisiva semplicità con cui hai esposto i fatti. C’è un però: la faccenda appare ben più grave di quanto da te descritto, perché nella delibera in discussione sono presenti e evidenti altre anomalie.
Dopo la circostanza da te sottolineata nell’articolo secondo cui «in quell'elenco compare il nome…, come dipendente della Regione Calabria, requisito indispensabile per poter avanzare la propria candidatura ma anche requisito che… …non aveva e non ha», esiste un altro inquietante fatto. Cioè che la manifestazione d’interesse avviata con avviso del 31 dicembre 2014, non riguarda il posto di capo ufficio stampa, bensì la posizione semplice di “addetto stampa”.
Oggetto dell’avviso infatti – uso il copia e incolla tipico del mondo digitale – è “Manifestazione di interesse rivolta ai dipendenti di ruolo in servizio presso la giunta della Regione Calabria, per l'individuazione, ai sensi dell'art. 7, comma 6, letto b) del D.Lgs. n. 165/2001, di n. 8 unità di personale da assegnare all'Ufficio Stampa della Giunta della Regione Calabria”.
Nella premessa si osserva: «Ritenuto che sia necessario procedere… alla preventiva verifica, tra le risorse umane disponibili all'interno dell'amministrazione, della sussistenza di personale in possesso dei requisiti di legge per l'assegnazione all'ufficio stampa, ovvero, ai sensi dell'art. 9 della L.R.n.7/96, di "personale iscritto all'albo nazionale dei giornalisti".
Infine il dipartimento Personale «rende noto che è indetta una manifestazione d'interesse per l'individuazione, tra i dipendenti di ruolo in servizio presso la giunta della Regione Calabria, di n. 8 unità di personale, in possesso del requisito dell'iscrizione nell'albo nazionale dei giornalisti, da riassegnare, tramite mobilità volontaria, per la costituzione, ai sensi dell'art. 9 della L.R.n. 7/1996, dell'Ufficio Stampa così come previsto con D.G.R.n. 336 del 26 aprile 2010 e Dgr n. 350 del 10.05.2010».
Come sia stato possibile allora, che l’avviso indicasse un determinato profilo, e poi il relativo decreto di attribuzione di incarico si fosse riferito a un profilo superiore, ancora per me resta tutto un mistero. E dire che ho chiesto informazioni in merito, ripetute volte, secondo i parametri di legge, al direttore generale pro tempore del dipartimento Lavori Pubblici presso cui ancora presto servizio, senza avere mai ricevuto una risposta. Infine, e taglio qui, non è di poco conto la distinzione tra “addetto stampa” profilo espresso nell’avviso di mobilità interna, e “capo ufficio stampa”, che in Italia è incarico cui si accede esclusivamente per concorso pubblico di dirigente.
Ma pare che questo elemento sia del tutto sconosciuto nel dipartimento Personale e Organizzazione” della Regione Calabria che infatti nel corpo del decreto di “nomina” narra di ruolo da “capo ufficio stampa” e di ruolo di “redattore capo”. E infatti tu, caro Paolo Pollichieni, come sappiamo entrambi per comune attività professionale di giornalista, sei direttore di testata, mentre capo redattore è altro valente giornalista. Ma alla Cittadella di Germaneto di Catanzaro, oggi, prima via de Filippis, queste differenze non sono conosciute? Oppure fanno finta di non conoscerle?
Come è noto sono giornalista da qualche anno, e sono dipendente della giunta della Regione Calabria. Nel 2014-2015 ho partecipato alla selezione interna e ovviamente non possedendo il titolo di “amico di” sono stato escluso. Gli avvisi sono stati due. Nel primo, al momento di avanzare la candidatura, avevo ottenuto il nulla osta alla mobilità interna. Poi, l’anti vigilia di Natale, il dirigente presso il cui settore prestavo servizio, scrive al direttore generale, osservando che ero un funzionario indispensabile all’attività dell’ufficio, cosicché il nulla osta viene annullato.
Nel frattempo, non bastando ciò, il primo avviso veniva annullato perché il dirigente si era sbagliato: non erano dieci i giorni concessi per candidarsi, ma quindici. Oggi avviene che molti avvisi prevedano fino a un massimo di sette giorni. Comunque, andiamo avanti. Il secondo avviso veniva emesso il 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno. Tento di presentare nuovamente la candidatura, ma inutilmente perché il 7 gennaio 2015, a conclusione delle festività natalizie e di nuovo anno, Epifania, apprendo che il nulla osta non c’è più, è nullo; con lo scontato esito che dei tre candidati, solo uno avesse riconosciuti validi i titoli, appunto il giornalista indicato nel titolo dell’articolo del Corriere della Calabria/L’altro Corriere.                                           

domenica 23 luglio 2017

Una scossa al Genio Civile di Reggio Calabria: Tecnici e Imprese reclamano il regolare funzionamento degli Uffici


                                                           Tecnici in protesta

Dopo l’esposto in Procura, il Comitato Pro Sismi.ca e Inarsind tentano anche il dialogo con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Regionale dell’Area Meridionale

  Nonostante il sole cocente, il 14 luglio u.s. si sono presentati in tanti nel piazzale sottostante gli Uffici del Genio Civile di Reggio Calabria, situati in Via Modena 1/a. Liberi professionisti, titolari d’impresa e semplici cittadini, si sono dati appuntamento con l’intento di poter dialogare con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Regionale in merito alle disfunzioni che stanno creando seri disagi a tutti gli addetti ai lavori, compresi i Funzionari dello stesso Ufficio Tecnico Regionale.
Legittime le lamentele dei Tecnici
Le lamentele dei liberi professionisti sono legittime, ma le cause non possono essere addebitate alla nuova Dirigente, Architetto Caterina Loddo, insediatasi al posto di comando da meno di un mese. 
Bisogna scavare nel passato per comprendere di chi sono state le responsabilità di un tale accumulo di pratiche arretrate.
Le cause sono molteplici, alcune rimangono in ombra ma altre sono sempre state fatte notare anche dai predecessori della nuova Dirigente. Stiamo parlando però del passato, cioè, di un Ufficio Tecnico il cui funzionamento avveniva con l’ausilio della prima piattaforma digitale SIERC e di un regolamento regionale che tutto sommato erano migliori del nuovo sistema SISMI.CA.
La procedura SIERC  era più semplice
La possibilità di effettuare in passato il semplice deposito dei progetti riguardanti opere che non superassero gli undici metri di altezza, semplificava la procedura ai liberi professionisti e facilitava il compito di controllo ai Funzionari del Genio Civile. Oggi con la nuova piattaforma SISMI.CA e con il regolamento aggiornato che, prevede il controllo sostanziale di tutti i progetti a prescindere dalla dimensione, ovviamente, si verifica una maggiore difficoltà da parte dei liberi professionisti a inserire digitalmente i progetti e un più attento lavoro di verifica da parte dei Funzionari del Genio Civile che di conseguenza impiegano più tempo per evadere una pratica.
Le postazioni “open space” non aiutano
In aggiunta ai fattori legati alla farraginosità del sistema SISMI.CA (che per giunta funziona con una connessione internet inferiore ai vecchi 56K), anche la recente trasformazione dei tradizionali Uffici del Genio Civile di Reggio Calabria in postazioni “open space” più simili a un “call center” che altro, dove contemporaneamente devono convivere i Funzionari, gli impiegati e il pubblico; in condizioni al limite della sopportazione e nella totale assenza di privacy contribuisce a far diminuire l’efficienza e l’efficacia dell’Ufficio. A tal proposito, l’idea dell’Ente Regione di voler ridurre i costi dei fitti; ha soltanto, (stando ai recenti fatti denunciati dai rappresentanti delle varie categorie di professionisti), ridotto anche la qualità dei servizi.

sabato 8 luglio 2017

La Regione si occupi dei problemi veri delle famiglie calabresi che numerose stanno abbandonando la Calabria



La Regione si interessi dei problemi veri delle famiglie che numerose stanno abbandonando la Calabria, invece che sprecare energie per elaborare una legge sull’identità di genere.


     Nel mese di gennaio 2017, in una lettera aperta indirizzata al governatore Mario Oliverio e al suo Governo, il Forum delle associazioni familiari della Calabria si è fatta interprete del grido di dolore delle famiglie calabresi, le cui condizioni di vita stanno diventando sempre più dure. Il Forum ha più volte denunciato la completa assenza di politiche familiari che superassero la logica “facile” dell’assistenzialismo, Il Forum si è fatto più volte e in più occasioni portavoce del drammatico problema della disoccupazione, che è causa di alienazione umana e sociale. Il Forum regionale, infine, ha più volte cercato nel governo regionale un interlocutore serio e affidabile con cui pensare e mettere in campo politiche per la famiglia.
Purtroppo, il governo regionale non ha mai mostrato interesse né attenzione nei confronti dei problemi veri e concreti delle famiglie (assenza di lavoro, carenza di assistenza sanitaria, degrado urbano, degrado sociale legato strettamente al dilagare del GAP, solo per citare alcune criticità che le famiglie calabresi devono affrontare ogni giorno per sopravvivere). Il risultato di tale disattenzione è sotto gli occhi di tutti: la Calabria si sta svuotando. Infatti sono sempre più numerose le famiglie calabresi (non soltanto i giovani laureati, dunque) che lasciano questa terra per andare a cercare altrove quello che qui non trovano: un lavoro dignitoso, condizioni di vita accettabili, un futuro per il figli.
In questo contesto, ci sembra superfluo commentare il tempo e le energie sprecate nell’elaborazione della proposta di legge regionale 21/2017 (che ha per titolo “Disposizioni contro le discriminazioni generate dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale”, firmatario il consigliere regionale Giuseppe Giudicendrea) che sicuramente non ricade tra le emergenze della società calabrese.  Non è superfluo ricordare, invece, che la Calabria, che nei secoli ha ospitato comunità intere che altrove erano oggetto non di “discriminazione”, ma piuttosto di persecuzioni e di sterminio, oggi invece ha bisogno di sanità, di infrastrutture, di scuole dignitose, di lavoro per i giovani, ma anche per le donne (le donne disoccupate in Calabria sono più del doppio rispetto ad altre regioni come l’Emilia Romagna).
Auspichiamo sempre che il governo regionale esca una buona volta dal Palazzo e cominci ad interessarsi dei veri problemi dei calabresi. Il Forum delle associazioni familiari della Calabria continuerà a cercare nel governo regionale un interlocutore capace finalmente di ascoltare le associazioni che in modo capillare vivono e lavorano sul territorio, allo scopo di pensare ed attuare politiche di vero sviluppo integrato, grazie alle quali la Calabria potrà iniziare un percorso di ripresa anche economica e sociale.

mercoledì 17 maggio 2017

Sulle passerelle del Made in Italy: a Palazzo Ferrajoli Home, Summer, Fashion Celestino by Claudio Greco

                                                    

 La Calabria d’inizio Novecento caratterizzata dal primo e  febbrile inizio della produzione tessile  manufatturiera ,dal dualismo economico e dalla separazione tra classi sociali con l’avvento di una esigente borghesia  unicamente attratta dall’alta qualità ,donava al sistema  produttivo italiano il  coraggio ed il valore  di Eugenio Celestino,fondatore dell’omonima azienda tessile nel cuore pulsante dell’ Alto  Jonio Cosentino. Erano i tempi in cui l’amabile charme della  Principessa Maria Josè rappresentava, nei suoi rendez vous, il sigillo di una scelta basata sull’alta qualità e sul pregio esclusivo, erano i tempi in cui essere prescelti dalle sorelle Fontana e da Gattinoni significava rappresentare l’eccellenza italiana sulle prime passerelle di un Made in Italy destinato a dettare sulla scena internazionale  i codici dell’eleganza e dello stile. 
Memorie  storiche  ,riprese,reinterpretate in chiave di modernità ed affidate al fashion system contemporaneo da   Caterina Celestino,brillante avvocato  e portavoce dell’Azienda,  saranno le premesse del  Gran debutto sulla scena italiana attraverso il fashion happening  promosso a Roma ,nella sontuosa cornice di Palazzo  Ferrajoli il prossimo 25 Maggio 2017,con inizio alle 19.30.
Alla Prima Nazionale di Celestino sfileranno,tra  le opere d’arte di Casa  Ferrajoli, le proposte di una collezione affidata alla versatilità artistica ed al talento dell’  inimitabile art director  calabrese Claudio Greco.
Sono tre i momenti previsti per l’esclusiva serata : Home,Summer ed Haute Couture per esprimere,con linguaggi differenti,la bellezza di prodotti di alta qualità, realizzati su tessuti interamente disegnati in trama  dalla sapiente esperienza di maestre ricamatrici  su  telaio artigianale.
Il patrimonio archeologico della Magna Grecia,attraverso  i preziosi  reperti delle colonie di Sybari,Copia e Thuri ,sarà il tema dominante delle  collezioni   ispirate  alla scultura bronzea del Toro cozzante risalente al V secolo ,unico esemplare sulla scena mondiale appartenente alla  colonia greca di Copia . L’omaggio all’alto Jonio rivive anche attraverso la scelta del logo Celestino : la cicogna bianca , che secondo il mito di Antigone è il simbolo dell’amore e della fedeltà,  e rappresenta,peraltro ,una specie della famiglia delle Ciconidi che  da qualche anno ripopola i cieli calabresi anche attraverso l’Iniziativa adottata dalla Lipu che ,.per la stagione 2016, ha consentito di a ben cinquantacinque nuovi esemplari i di riprendere il volo dai nidi appositamente costruiti in sinergia con Enel.
Alla cicogna bianca sarà dedicato uno speciale omaggio dal Maestro orafo Michele Affidato che,per l’occasione,realizzerà esemplari preziosi in oro e argento.
Un parterre de roi accoglierà la serata cui hanno già dato adesione i Principi Guglielmo e Vittoria Marconi Giovannelli, Giuseppe Ferrajoli    ,  La Presidente dell’Istituto Europeo di cultura politica Italide Antonella Freno, la Fondazione Calabria Roma Europa con il Presidente Domenico Naccari ,il Rotary Roma Nord- Ovest  con la Presidente Maria Carla Ciccioriccio ed una folta rappresentanza di  realtà  professionali ed associative .
L’evento ed il successivo cocktail di gala sono  già in over booking  ,  dato che le  ultime registrazioni saranno consentite   entro il 16 Maggio 2017.
  Emozione sincera ed orgoglio animano le giornate di   Caterina Celestino “ La nostra missione è a servizio dei  valori tramandati  sul filo della storia e della cultura, identità preziose di una terra che ci  ammalia con la sua seducente ed inalienabile bellezza.” 

lunedì 24 aprile 2017

Concorso Pubblico per l’Ufficio Stampa del Comune di Reggio Calabria "Città Metropolitana".


                                          Palazzo S. Giorgio

Concorso pubblico per dirigente-capo ufficio stampa, e concorso per addetto stampa. E per un’amministrazione pubblica, nella visione unitaria di svolgere a favore del cittadino, i compiti di informazione e comunicazione istituzionali, concorsi per comunicatori addetti alle relazioni con il pubblico e, quindi, di comunicatori esperti nell’uso dei social media oggi molto diffusi.
E’ questo il contributo che si intende offrire, quale ex responsabile della Commissione Uffici Stampa del Sindacato Giornalisti Calabresi, al dibattito aperto dalla Commissione "Controllo e Garanzia" del Comune di Reggio Calabria, che nei giorni scorsi, ha dato mandato alla Segretaria Generale  di “avviare le procedure necessarie per rendere l'ufficio stampa funzionale alle esigenze di tutti i Consiglieri Comunali”.  
Un Ufficio stampa come previsto dallo Statuto Comunale, e quindi, un URP e un Ufficio Comunicazione, e non certamente astrusi  “uffici preposti alle Relazioni Esterne e Comunicazione, a supporto degli Organi di Governo”, quasi che il Comune o la Regione fossero aziende private e non enti pubblici che in ossequio alla legge nazionale svolgono appunto compiti di informazione e comunicazione.
Un passo necessario inoltre, da estendere anche all’organizzazione della struttura amministrativa o pianta organica, del nuovo ente di Città Metropolitana di Reggio Calabria.  Anche la Città Metropolitana, guidata dallo stesso Sindaco del Comune capoluogo, deve tra l’altro dotarsi di un proprio sito web nel quale obbligatoriamente pubblicare le proprie determinazioni affinché siano efficaci (decreto legislativo 33/2013 sulla trasparenza e la pubblicità degli atti), e attraverso il quale, informare e comunicare con i cittadini e le imprese.
Perché concorso pubblico per assunzione, e non “incarico” come da anni la parte politica ovunque in Italia, ama utilizzare per attuare la legge sull’informazione e sulla comunicazione?
Intanto perché, la selezione concorsuale con la valutazione di merito del giornalista che accede all’ufficio stampa, annulla l’equivoco “rapporto fiduciario” che la legge invece, fissa per i vertici di un’amministrazione nella scelta a tempo del proprio portavoce. Quindi, essendo un’assunzione a tempo indeterminato, ciò impedisce il condizionamento del giornalista che in base ai propri codici deontologici è chiamato al rispetto dei principi di verità, terzietà e pluralismo delle opinioni (dunque, a servizio delle forze politiche di maggioranza e di minoranza). E annulla anche, le “balle” delle rotazioni di funzionari  anche per gli uffici stampa, nella valutazione errata e tipica di dispotici dirigenti e segretari generali che fare il giornalista sia la stessa cosa di fare l’addetto allo sportello dell’anagrafe, mentre ciò non avviene per l’avvocato pubblico, l’ingegnere, il medico, che sono professioni al pari di quella giornalistica. Ed infine, concorso perché è erroneo ritenere che in un Comune si possa svolgere la funzione di giornalista appartenendo allo staff del Sindaco, seguendo la logica del “rapporto fiduciario” che è propria del portavoce e non dell’addetto stampa.
Quindi, concorso per dirigente di ufficio stampa perché solo in Calabria, soprattutto alla Regione, consiglio e giunta, - e in poche altre realtà italiane -, esiste l’equivoca analogia tra funzioni di capo ufficio stampa e quella di capo redattore, dimentichi che questo titolo di coordinamento, nelle testate giornalistiche stampate e televisive, è sempre attribuito ad un giornalista posto sotto il direttore responsabile o un direttore editoriale. E’ questa funzione dirigenziale invece, stranamente mai attuata alla Regione Calabria e al Comune di Reggio Calabria, che può essere interessata dallo “spoil system”, cioè il criterio per cui un dirigente apicale, chiamato ad attuare le linee di programma dettate dal vertice dell’amministrazione, può essere cambiato o sottoposto a rotazione ad ogni cambio di guida politica dell’amministrazione.
E’ poi da ritenere risibile che al Comune di Reggio Calabria, come dichiarato in comunicati ufficiali, “manchino i fondi necessari per acquistare i quotidiani” per la rassegna stampa”.  Come pure è dimostrativa dell’incapacità di alcune parti dell’amministrazione  a trattare con adeguatezza l’argomento informazione e comunicazione istituzionale, l’affermazione secondo cui l’ente “ha intenzione di organizzare l'ufficio stampa se il Settore Finanze e Tributi riesce a destinare i fondi necessari per acquistare e dotare il medesimo ufficio degli apparati tecnici necessari”. Come se la questione non riguardasse invece, il delicato tema delle risorse umane e professionali necessarie a dare slancio e forza alla produzione di notizie e comunicazioni sulle attività politiche e amministrative del Comune e della Città Metropolitana.
Nella mia lunga attività giornalistica a Reggio e in Calabria non ho avuto il piacere di conoscere il “responsabile pro tempore” Pino Criserà che ha avuto il coraggio e l’equilibrio di portare all’esterno la vicenda della “chiusura” dell’ufficio stampa comunale. Ma conoscendo parte della storia di questa struttura, ritengo anche, che egli sia vittima delle gestioni passate dell’Ufficio Stampa di Palazzo San Giorgio, all’incirca nel 1997, affidate alla guida di un giornalista sotto la pressione da questi esercitata su Sindaco e Assessori  versandosi addosso un paio di litri di benzina esasperato di anni di conduzione dell’Ufficio quasi a titolo di volontariato e non con il dovuto  riconoscimento giuridico e professionale. E’ stata forse questa gestione caratterizzata dagli umori e dai sentimenti, sensibile al fascino della propaganda politica piuttosto che ad una corretta informazione istituzionale – un concorso in quel periodo fu effettuato, per “consulente” e non per “addetto stampa” - a gettare un’ombra e un pregiudizio sfavorevole sul ruolo delicato che l’ufficio stampa svolge in un ente.
Ecco perché sia la Commissione "Controllo e Garanzia" del Comune di Reggio Calabria, sia l’amministrazione, sia i gruppi politici, è necessario che svolgano un dibattito approfondito sul tema,  confrontandosi  soprattutto, come previsto dalla legge e non per pura facoltà, con l’Ordine e con il Sindacato dei Giornalisti che hanno le specifiche competenze. In proposito, prima di abbandonare l’incarico, lo scorso anno, alla segreteria generale del sindacato giornalisti ho lasciato una bozza di piattaforma di confronto con il Comune. Documento che probabilmente è rimasto nel cassetto, poiché il vertice sindacale calabrese nel corso dei mesi, è stato richiamato dal dover affrontare le più urgenti e purtroppo numerose vertenze con le imprese editoriali private, e a svolgere impegnativi compiti di carattere nazionale ed internazionale. Ma che certamente, in tema di Ufficio Stampa, possiede sempre le competenze adeguate per interloquire con il Comune e con la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Filippo Praticò, giornalista
ex responsabile Commissione Uffici Stampa Sindacato Giornalisti Calabresi

mercoledì 22 febbraio 2017

LA FONDAZIONE "MADONNA DELLO SCOGLIO" DONA UNA COPIA DELLA SACRA EFFIGIE ALL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI REGGIO CALABRIA

                                                                  La sacra effigie raffigurante la Madonna dello Scoglio

   L’ufficio del Genio Civile di Reggio Calabria, che svolge le funzioni di vigilanza sismica sulle costruzioni edilizie private e pubbliche sul territorio provinciale, ha concesso l’autorizzazione ad edificare a Placanica il Santuario della Madonna dello Scoglio.
L’opera a carattere religioso è voluta fortemente dal mistico Fratel Cosimo secondo il quale si concretizzerebbe così, un desiderio della Madre di Dio, espresso alla sua persona  in una delle sue apparizioni avvenute nella valle di Placanica  nel lontano 1968.
Lunedì 20 febbraio 2017 scorso, è stato lo stesso Fratel Cosimo a compiere il gesto semplice ma simbolico, di fare dono ai tecnici dell’ufficio regionale di una artistica copia della Statua della Madonna dello Scoglio venerata nella cittadina sulla costa jonica reggina.
Un incontro breve, quello avvenuto tra Fratel Cosimo, il dirigente dell’ufficio regionale del Genio Civile reggino ingegner Achille Labrini e il  funzionario architetto Rosario Imeneo, durante il quale l’uomo di fede, a nome della Fondazione Madonna dello Scoglio,  ha espresso il sentito ringraziamento ai tecnici regionali, per la conclusione positiva dell’iter di verifica  del progetto costruttivo del Santuario.
Infatti, l’autorizzazione regionale avviene a quasi quattro anni di distanza dalla solenne posa della prima pietra del Santuario che, benedetta da papa Francesco, è avvenuta il giorno 1 giugno 2013 alla presenza di numerosi fedeli e di autorità civili militari, e le funzioni religiose era state svolte da monsignor Giuseppe Morosini all’epoca vescovo della diocesi di Locri, oggi alla guida dell’arcidiocesi metropolitana di Reggio Calabria-Bova.
Progettista è l’architetto Mario Occhiuto, attuale sindaco di Cosenza, che ha previsto di realizzare  su un'area di circa 18.600 metri quadri, un santuario capace di accogliere al proprio interno circa tremila persone.
L’architettura studiata  è molto simbolica in quanto, vista dall’alto sarà una raffigurazione della Vergine Maria. Il percorso dei fedeli si snoderà intorno ad una principale grande struttura ovale, come ovale è il volto mariano, il cui tetto sarà dipinto con i tratti del viso della Madonna; quindi, sul lato destro sarà edificata una seconda struttura, che seguirà i tratti del volto e il profilo dei capelli della Vergine. La struttura principale si svilupperà su quattro piani che ospiteranno, tra l'altro, la chiesa madre, alcune cappelle, una biblioteca, sale conferenze e aree espositive, e la casa canonica. È previsto anche un campanile alto circa 60 metri. 

lunedì 13 febbraio 2017

“La Musica è il motore di costruzione di una Cittadinanza Europea”, è il tema del laboratorio di formazione di docenti di musica che prenderà il via martedì 14 febbraio 2017 alla scuola Pirandello di Reggio Calabria.





E’ organizzato dall’ic Falcomatà Archi nell’ambito del progetto “Musicando: La Scuola si ad…opera”, parte viva del Progetto Nazionale “Musicaèscuola”.

Reggio Calabria - La musica quale motore propulsivo “Verso la maturazione di una Cittadinanza Europea” è il tema del laboratorio di formazione di docenti di musica che prenderà il via domani martedì 14 febbraio 2017, presso la scuola secondaria di primo grado Pirandello.
Organizzato dall’ic Falcomatà-Archi diretto dalla dottoressa Serafina Corrado, il laboratorio formativo ha per titolo “Ascolto ed identità culturali”, ed è curato dalla  professoressa Giuseppina La Face Bianconi, violinista, musicologa,  docente di Storia della Musica presso il  Conservatorio di Bologna, Direttore di Dipartimento presso la  Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna.
E’ questo, uno dei sei laboratori programmati nell’ambito del progetto “Musicando: La Scuola si ad…opera”,  parte viva del Progetto Nazionale “Musicaèscuola”  a sua volta, sponsorizzato dal Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica che ha consegnato a quattro scuole del territorio nazionale (oltre l’IC Falcomatà-Archi di Reggio Calabria, l’Istituto Comprensivo “Fra Salimbene”  di Parma, l’Istituto Comprensivo “A.M. Ricci” di Rieti e l’Educandato Statale San Benedetto di Montagnana, Padova) l’alto impegno  di farsi centri pulsanti di una rete nazionale e regionale volta alla diffusione della pratica musicale in tutte le sue implicazioni disciplinari, sociali, culturali, formative nelle scuole di ogni ordine e grado italiane. A Reggio “Musica è scuola” prima ad ottobre 2016 e poi a dicembre, ha avuto la presenza dell’ex ministro Luigi Berlinguer presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento della musica, e della professoressa Annalisa Spadolini del MIUR,  a significare l’importanza del programma formativo per i docenti italiani.
La formazione alla musica nella scuola affonda le sue radici in un impegno  assiduo e tenace: sono ormai anni che nell’ ic Falcomatà-Archi si attuano sperimentazioni laboratoriali di  musica strumentale e corale, un  lavorìo alacre sempre attentamente curato ed orientato  dalla Dirigente Scolastica Serafina Corrado, appassionata cultrice della musica e fermamente convinta dei valori trasversali insiti nel  linguaggio musicale, l’unico che possa definirsi “universale”. Queste attività si propongono di togliere la Musica dall’isolamento in cui per troppo tempo è stata costretta, restituendole un posto di primo piano, dal  carattere trainante e trasversale tra le discipline.
“Musicando: la scuola si ad…opera” si propone  di fare della scuola reggina un centro di formazione-informazione musicale, dispensatore di innovazioni laboratoriali attraverso la realizzazione di intense attività di ricerca–azione e  di sperimentazione sul campo che trovano la loro sintesi ideale  nella strutturazione di sei unità formative, curate da altrettanti esperti di chiara fama , intrecciate dal fil  rouge della concezione della Musica quale Educatrice con i “valori” nel “tempo” ai valori della vita.
L’unità formativa “Ascolto ed identità culturali”  che prende il via domani 14 febbraio, poggia su un assunto di base: la conoscenza e la comprensione della musica d’arte sono determinanti  per la costruzione della cittadinanza europea. “Comprensione musicale”, dunque, come capacità di focalizzare un brano di musica d’arte, di coglierne la struttura, riferirlo al contesto di produzione e fruizione, comprenderne le funzioni, intuirne le relazioni con gli altri saperi, scoprirne il “senso”.
Nel corso del laboratorio, si realizzeranno esperienze di pratiche di ascolto attivo mirate al confronto con oggetti musicali ai fini dello sviluppo di competenze di cittadinanza nella dialettica tra il contesto  europeo e territoriale. Le attività forniranno ai docenti partecipanti i fondamenti metodologici di una didattica dell'ascolto a carattere inclusivo, concetto-ideale di profondissima valenza civica, culturale e sociale, applicabile nei diversi ordini di scuola.

martedì 24 gennaio 2017

Per il M.A.P. i soccorsi all'Hotel Rigopiano, vergogna internazionale!

 Come Presidente del Movimento Autonomo Popolare non posso che essere vicino a tutti i soccorritori che da giorni sono impegnati costantemente a spalare neve e macerie in quel che resta dell'Hotel Rigopiano. Dai Vigili del Fuoco, ai volontari del Soccorso Alpino, alla Protezione Civile e a tutte le Forze impegnate. Ma non per fare polemiche, appena si è verificato questo evento, dopo questi giorni e sentendo lo sfogo dei Sindacati dei Vigili del Fuoco, capisco che i miei dubbi erano fondati; come si può fare a non fornire le attrezzature adeguate a chi si sta rompendo la schiena da giorni per aiutare povere persone abbandonate a se stesse.
Come si può fare in un paese definito “civile” come l'Italia a lasciare soltanto 40 vigili del fuoco a fare i turni nelle 24  ore in situazioni climatiche così pessime. Con una priorità del genere, con ancora molte vite da poter salvare, ci vorrebbero almeno cento uomini. In questi giorni non ho visto nei vari servizi televisivi nessun intervento motorizzato come dovrebbe essere in questi casi. Le polemiche servono perchè la macchina degli interventi non si è messa in moto e non capisco il perchè, visto che come dicono i Sindacati, tantissimi Vigili del Fuoco erano in attesa di essere chiamati per intervenire tra cui i Nuclei SAF, attrezzati per ghiaccio e neve. Senza dimenticare che per pranzo gli è stato dato un panino con la Nutella e la cosiddetta “cena congelata” alle quattro di notte. Il mio dubbio come quello dei Sindacati è proprio che per risparmiare nei costi non sono stati inviati altri cento, duecento vigili del fuoco che, avrebbero in due giorni al massimo evacuato tutti. Non posso che definire l'Italia un paese da quarto mondo, visto che Renzi mesi fa, durante uno dei suoi soliti pallonari discorsi disse che avrebbe speso anche due milioni euro per recuperare dal fondo del mare quella nave affondata, dove all'interno c'erano circa cento cadaveri di poveri profughi. Forse in questo caso il Governo ha ritenuto che  la gente ancora sepolta viva sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano non merita il massimo delle attenzioni.
 Il Presidente del M.A.P. Dr. Pietro Marra

giovedì 19 gennaio 2017

Con i giovani anche le famiglie in fuga dalla Calabria - Presidente Forum Famiglie Calabria scrive al Governatore Oliverio


“In Calabria è urgente un concreto progetto di sviluppo perché non sono più solo i nostri giovani a partire,  sono le famiglie che lasciano la regione alla ricerca di condizioni decorose di vita”.

Lettera aperta al Governatore Mario Oliverio del presidente del Forum regionale delle associazioni familiari, Antonino Leo.

“In Calabria è diventato urgente mettere in campo un progetto di sviluppo integrato che interessi tutto il territorio regionale. Perché non sono più solo i nostri giovani a partire,  sono le famiglie che lasciano la Calabria alla ricerca di condizioni decorose di vita”.
E’ l’allarme, “il grido di dolore se non di disperazione”, lanciato da Antonino Leo, Presidente del Forum delle Associazioni familiari della Calabria, nella lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Mario Oliverio. La lettera è stata condivisa da tutto il comitato direttivo regionale ed è stata inviata al presidente della giunta regionale con l’auspicio che anche l’intera classe politica calabrese imprima una decisa svolta ad una situazione socio-economica diventata drammatica in tutto il territorio della Calabria.
“Egregio signor Governatore - scrive il presidente del Forum calabrese Antonino Leo - la recente menzione della Calabria tra i 52 luoghi turistici suggeriti dal New York Times come mete turistiche per il 2017 merita una riflessione.
Noi calabresi forse non ce ne siamo accorti, ma ci pensano gli altri a farci aprire gli occhi: siamo seduti su una miniera d’oro. Eppure, moriamo di fame e di disoccupazione. Non dimentichiamo che la Calabria è l’ultima regione d’Italia quanto a PIL e la prima quanto a disoccupazione: secondo i dati pubblicati di recente dal Sole24ore, Crotone è la provincia con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia, ma al quinto posto di questa triste classifica troviamo Cosenza, e al settimo Catanzaro; Reggio Calabria si trova al decimo posto, mentre a Vibo Valentia va la maglia nera per il tasso di inattività.
Crediamo sia ormai urgente mettere in campo un progetto di sviluppo integrato che interessi tutto il territorio regionale, superando le inefficaci se non deleterie politiche di “sviluppo locale”, che hanno previsto fino ad oggi investimenti rispondenti a logiche di utilità immediata, piuttosto che a veri piani di sviluppo integrato a lungo termine.
Altre regioni del Sud, come la Puglia, ma soprattutto la Basilicata hanno puntato su investimenti volti, ad esempio,  allo sviluppo di ciascuna area del territorio regionale (sia di Potenza che di Matera, per intenderci) ciascuna potenziata in base alle proprie vocazioni specifiche. Risultato: nessuna città della Basilicata è citata nella classifica di cui sopra.
Nella nostra Regione le cose vanno, invece, in una direzione totalmente diversa. La conseguenza è che la Calabria si sta svuotando, signor Governatore, ed il Forum delle associazioni familiari si fa portavoce del grido di dolore, se non di disperazione, di chi deve scegliere se morire di fame qui o andar via. Non sono più solo i nostri giovani a partire, magari alla ricerca di percorsi professionali adeguati alle loro competenze: sono le famiglie che, ormai sempre più numerose, lasciano la Calabria alla ricerca di condizioni decorose di vita.
Lo sviluppo delle molteplici vocazioni della nostra Regione, da quella turistica a quella agricola e a quella industriale specialmente legata al settore agroalimentare, solo per citarne alcune, non può prescindere da una rete di infrastrutture che percorrano l’intera Calabria, la costa Tirrenica alla pari della costa Ionica, consentendo alla Calabria di correre liberamente su due gambe (la fascia ionica e la fascia tirrenica), anziché arrancare saltellando su una gamba sola.
 Infatti, realizzare l’ammodernamento della S.S. 106 raddoppierebbe le vie di transito sul nostro territorio regionale e le possibilità di sviluppo delle aree percorse sarebbero anch’esse raddoppiate.
La stessa cosa avverrebbe se l’intera classe politica si attivasse nella difesa dei tre aeroporti di interesse nazionale (Reggio Calabria, Lamezia Terme e Crotone).
Infine, in questa logica di sviluppo dell’intero territorio regionale, non è possibile escludere dal progetto della metropolitana regionale la città di Crotone e, dunque, l’intera fascia ionica, come è invece previsto dall’attuale piano regionale dei trasporti (3.1).
Noi lanciamo questo appello a Lei e alla Giunta che presiede, certi che, in virtù del ruolo di responsabilità da lei ricoperto, saprà prestarvi ascolto e mettere mano con urgenza ai mille problemi che attanagliano la Calabria, a cominciare da quello delle infrastrutture e dei trasporti, investendo finalmente tutto il territorio regionale.  Prima che sia troppo tardi.
Con stima
Antonino Leo
Presidente Forum regionale delle Associazioni familiari