TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE (Art. 21 Cost.)

Libera nella rete i tuoi pensieri

Puoi utilizzare questo Blog per comunicare liberamente le tue opinioni. Manda il tuo articolo a: pieromarciano@gmail.com, sarà pubblicato integralmente.

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

domenica 2 dicembre 2012

ORRORE E TERRORE AGLI OSPEDALI RIUNITI DI REGGIO CALABRIA: L' O.B.I. PEGGIO DI UN "LAGER"


   Se non avessi vissuto personalmente l'esperienza, non avrei mai e poi mai creduto che gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria: "Bianchi Melacrino Morelli", potessero riservare ai pazienti un trattamento così disumano.
La mia personale esperienza inizia la notte del 21/11/2012 alle ore 02:11, quando, per un malore accusato in casa, vengo trasportato dai miei familiari al Pronto Soccorso dei Riuniti. 
Ad onor del vero, devo elogiare la grande disponibilità e professionalità sia del medico di guardia sia del personale Paramedico e degli Operatori volontari della "Misericordia" che mi hanno assistito e prestato le prime cure del caso. Il Protocollo è stato rispettato alla lettera, nonostante il grande disagio e  il terrore che si leggeva nei volti del personale sanitario operante al Pronto Soccorso. Sempre in ansia, per la paura (vista la notevole riduzione di personale) di non  poter  intervenire tempestivamente su tutti i pazienti.
Sono a conoscenza delle situazioni drammatiche che, si verificano quotidianamente al Pronto Soccorso, nei momenti di maggiore affluenza di persone con sintomi importanti. Forse, posso reputarmi fortunato, per essermi sentito male in una notte tranquilla. Chissà come sarebbe andata a finire, se ci fossero stati molti più pazienti contemporaneamente in codice rosso.  Probabilmente non sarei qui a scrivere la mia disavventura.
Superato lo shock iniziale e vista la gravità del caso, mi dicono che devo restare in osservazione presso l'O.B.I., acronimo di  "Osservazione Breve Intensiva" (che tutto è stato meno che breve e intensiva).Trasportato a fatica da un Volontario della Misericordia, su una carrozzella malconcia, senza una ruota e con un solo poggia-piede, faccio ingresso in quello che si potrebbe definire più convenientemente: "Infermeria di fortuna". Dio ce ne scansi e liberi!! esclamerebbero i credenti,...puttana della .......!!i bestemmiatori.
Faccio ancora fatica a descrivere il luogo in cui sono stato depositato. Vorrei tanto dimenticarlo, ma non posso. Tutti devono sapere.
Tranne l'amorevole e gentilissima accoglienza dell'unica Infermiera al momento disponibile nel reparto, tutto il resto mi sembrava una visione irreale, effetto del mio stato confusionale, dovuto al mio malessere. Aimè, non era una visione storpiata, era pura realtà.
Alle prime luci dell'alba mi resi conto veramente di dove mi trovavo. Ero un numero: B/1, che sta per “barella numero uno”. All'interno di una stanza priva di arredamenti e di pulsante di allarme. Insieme ad altri pazienti, dove si respirava un'aria maleodorante, dovuta alle scarse condizioni igienico sanitarie del locale e, ai pazienti lungodegenti, impossibilitati a curare la propria igiene personale, per la mancanza di servizi igienici adeguati.  Un solo gabinetto fatiscente e sporco, per le necessità dei ricoverati uomini e, uno pseudo bagno, ricavato da un ex servizio igienico per portatori di Handicap, riservato alle donne. Due obsoleti servizi igienici, per le necessità di oltre quaranta ricoverati; utilizzati anche dal personale sanitario in servizio all’O.B.I.
L’orrore per lo stato in cui si è costretti a vivere, si somma al terrore di poter morire per la mancanza di assistenza specializzata. Pur essendo sempre disponibili, gentilissimi e amorevoli verso i pazienti, il personale sanitario dell’O.B.I. (ridotto ai minimi termini), non ha le competenze per intervenire d’urgenza in talune particolari patologie, soprattutto durante la notte, quando, l’unico medico “disponibile” è quello del Pronto Soccorso o il reperibile. A volte, impegnati in altri casi,non possono intervenire con tempestività alle richieste di aiuto dei pazienti ricoverati all’O.B.I. I quali, sentendosi abbandonati, alcuni, vengono colti da crisi di ansia e panico.          
Nei sei giorni trascorsi all’interno dell’O.B.I. in attesa di essere trasferito al reparto di Neurologia (cosa che non è mai avvenuta per mancanza di posti letto)  ho assistito a delle  scene drammatiche e raccapriccianti, mai viste in vita mia, almeno nella realtà.
Sono testimone di come si perde lo status di essere umano e, si acquisisce quello di bestia, all’interno di una Struttura Sanitaria.
Ho visto negli sguardi delle persone lo sconforto e la disperazione, sia per le sofferenze fisiche, sia per la perdita della dignità umana. Costretti a vivere per settimane sopra una barella, consumando il misero rancio sulla stessa e, senza poter andare regolarmente in bagno.
Maledetta politica!!....e soprattutto maledetti politici lestofanti.Vi auguro soltanto di dover provare la sofferenza e il disagio che ho provato io e tutte le persone che come me, sono costrette a un ricovero presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Può darsi che da ricoverati riuscirete a comprendere il male e le atroci sofferenze che state procurando alla società.
La mia disumana esperienza all’O.B.I., è terminata dopo una settimana di sofferenze fisiche e psicologiche,con le dimissioni volontarie e il trasferimento presso il “Policlinico Madonna della Consolazione” di Reggio Calabria dove, il Primario della Divisione di Neurologia,Prof. Gabriele Quattrone e la sua equipe, mi hanno prontamente diagnosticato la patologia e assegnato la terapia adeguata.

Nonostante le pessime condizioni in cui versa la struttura dell’O.B.I. e il ridotto numero di Personale Sanitario, mi corre l’obbligo di ringraziare tutto il personale Medico, Paramedico e Volontario che, è sempre disponibile e cortese nel cercare di affrontare tutte le situazioni che si vengono a creare per colpa dell’incapacità della Direzione Sanitaria e, per l’incompetenza e superficialità con la quale il Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario”, affronta il diritto alla salute dei cittadini.